Archivio di Stato di Parma

Storia

La storia dell’Istituto


Le origini dell’Archivio di Stato di Parma risalgono al XV e XVI secolo, per la necessità di organizzare e conservare le carte prodotte dalla corte ducale e dagli uffici.

Si deve a Ranuccio I Farnese, nel 1592, la costituzione in organismo autonomo dell’Archivio ducale, ospitato nelle sale fatte appositamente costruire nel nuovo Palazzo della Pilotta e affidato a Pietro Zangrandi «archivista et custode di tutte le scritture de’ nostri Stati et altre che a lui saranno consegnate».

Con la morte di Antonio Farnese (1731) e l’estinzione della famiglia, il Ducato è affidato a don Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese, che fa trasportare a Napoli una parte rilevante della documentazione, utile alle attività di governo, alla rivendicazione di diritti e possessi e ala rappresentazione del prestigio.

Dopo una breve parentesi Asburgica (1736-1748), Parma torna ai Borbone (1749-1802), che recuperano una parte delle carte napoletane, tra il 1749 e il 1767.

I Ducati passano quindi sotto il dominio francese (1802-1814), all’interno del Dipartimento del Taro.

Con il trattato di Fontainebleu (1814), il Ducato di Parma, Guastalla e Piacenza è concesso all’imperatrice Maria Luigia d’Austria, che, poco dopo il suo insediamento, fa emanare il decreto di istituzione dell’Archivio generale dello Stato (15 ottobre 1816), destinato a contenere le carte dell’Archivio ducale farnesiano e borbonico, del governo francese, e dei diversi soggetti soppressi (magistrature, tribunali, congregazioni, conventi).

L’Archivio è posto alle dipendenze del Ministero dell’Interno e poi, dal 1848, a quelle del Dipartimento di Grazia, Giustizia e Buongoverno. Infine, con decreto del 31 dicembre 1860, il personale degli Archivi dell’Emilia entra a far parte della Direzione generale degli Archivi del Regno di Sardegna.

A Parma, come nelle altre capitali preunitarie, si susseguono i versamenti degli archivi di diversi uffici soppressi – spesso senza ordine o strumenti di corredo – e l’inizio del XX secolo è caratterizzato dalla redazione di indici e guide.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale parte della documentazione viene ricoverata presso Villa Paganini a Gaione e a Monticelli Terme, salvandosi così dai bombardamenti del 13 maggio 1944, che lesionano gravemente il Palazzo della Pilotta e danneggiano irreparabilmente i fondi che vi erano conservati.

Nel 1948 l’Archivio di Parma si trasferisce nel complesso dell’Ospedale della Misericordia, meglio noto come Ospedale Vecchio, costruito a partire dalla seconda metà del XV secolo.

Il deposito principale dell’Archivio è ricavato nella Crociera, un grande ambiente voltato in precedenza usato come corsia per i degenti.

Dal 2011 la Crociera non è più nella disponibilità dell’Archivio di Stato e la documentazione che vi era contenuta è stata trasferita nel moderno deposito annesso alla nuova sede sussidiaria di via La Spezia, dove è consultabile nella locale sala di studio.


Bibliografia Guida generale degli Archivi di Stato italiani – Parma

Ultimo aggiornamento

25 Giugno 2025, 14:20